
Un’intricata rete di acronimi indecifrabili, simboli oscuri e logge segrete estese in tutta Europa. Mentre le ricerche setacciano la Maremma, emerge un’inquietante ipotesi: Felice Cesarò* è fuggito o è stato inghiottito dai rituali di una setta invisibile?
A sinistra: sospetta simbologia massonica
Nelle ultime ore, nell’aula sorda delle indagini condotte a ritmo frenetico dagli inquirenti, è arrivata una svolta dai contorni cupi e inquietanti: non si sarebbe trattato di un allontanamento volontario. Dietro la sparizione del trentenne si allunga l’ombra fitta e minacciosa della massoneria.
I CODICI DEL MISTERO
«CLLD, GAL, FLAG, CSR, PSP, ENLARD, PAC, SSL, SRD, SRG, PIF, PIT, SRE, LEADER, ADG, DT, RAF…»
Sigle oscure che ritornano in modo ossessivo, affiancate da continui riferimenti a una precisa e misteriosa «STRATEGIA». Per gli inquirenti, quel simbolo ricorrente legato ai codici non lascia spazio a dubbi: si tratterebbe del marchio di un longevo ed eversivo piano orientato al sovvertimento dell’ordine sociale costituito, finalizzato a instaurare un nuovo assetto planetario che gli adepti chiamano con il nome di «BOTTOMUP».
Un’organizzazione occulta che opererebbe attraverso logge sovrane disseminate nelle zone rurali di tutta Italia ed Europa — se ne contano oltre 190 solo sul suolo nazionale — rinomate con la sigla GAL (o LAG). Ma dietro l’apparente innocenza di quel termine, la rivelazione dell’informatore fa tremare i polsi: “GAL” non sarebbe altro che l’acronimo di “Grande Assemblea Locale”, l’unità fondamentale dove i membri della confraternita si riuniscono in gran segreto per officiare i propri rituali.
Stando a quanto rivelato da un informatore riservato, il giovane animatore avrebbe aderito, fin dai primissimi tempi del post-università, alla estesa rete massonica internazionale. A tradire questo lato oscuro della sua esistenza sono stati i file rinvenuti all’interno del suo computer personale: una mole imponente e compulsiva di appunti, un labirinto di codici, cifrari e simboli ermetici che lascerebbero ipotizzare una sua partecipazione attiva e profonda a un sistema capillarmente diffuso a livello locale, nazionale ed europeo.
L’OMBRA DELL’ALLONTANAMENTO INVOLONTARIO DEL CESARO’
Un’organizzazione occulta che opererebbe attraverso logge sovrane disseminate nelle zone rurali di tutta Italia ed Europa — se ne contano oltre 190 solo sul suolo nazionale — rinomate con la sigla GAL (o LAG). Ma dietro l’apparente innocenza di quel termine, la rivelazione dell’informatore fa tremare i polsi: “GAL” non sarebbe altro che l’acronimo di “Grande Assemblea Locale”, l’unità fondamentale dove i membri della confraternita si riuniscono in gran segreto per officiare i propri rituali.
Proprio a seguito di questa agghiacciante scoperta, le autorità hanno disposto con effetto immediato la sospensione di tutte le attività del “GAL Altrofuturo”, il circolo di cui Cesarò era membro effettivo da qualche anno. L’obiettivo è verificare se sia proprio quella la Loggia madre all’interno della quale il giovane muoveva i primi passi, investito del grado iniziatico di “animatore della strategia” — il primo e fondamentale gradino della piramide del potere massonico.
Un interrogativo tormenta gli inquirenti: si è trattato di una resa dei conti interna, un regolamento di conti dettato da sgarri e dissapori tra i membri della setta che hanno spinto il giovane a una fuga disperata? O siamo di fronte a un allontanamento coatto, a una punizione esecutiva imposta contro la sua stessa volontà?
Mentre l’intera nazione trattiene il fiato e la famiglia di Felice vive ore di pura agonia, le squadre di ricerca stanno setacciando metro per metro la vegetazione e i casolari isolati della Maremma, nella drammatica corsa contro il tempo per scongiurare l’ipotesi più macabra.
Nel frattempo, a raccogliere il dolore e la disperazione di chi gli era accanto è stato un nostro cronista sul posto. La compagna di Cesarò, sotto shock, ha affidato alle nostre pagine un ritratto che oggi assume una luce del tutto nuova e inquietante:
«Sono sconvolta. Si tratteneva spesso al lavoro, aveva riunioni a tutte le ore e molto spesso lavorava anche il fine settimana e di notte… Mi diceva di essere molto contento del suo lavoro… diceva che stava contribuendo al benessere della comunità… io gli credo.»
L’innocenza di una donna che amava, o il velo pietoso steso inconsapevolmente su un abisso di segreti e rituali inconfessabili? Le risposte sono ancora sepolte nel fango e nell’ombra della Maremma.
*Il caso di Felice Cesarò, giovane animatore di un GAL fittizio (GAL Altrofuturo) nasce dalla fantasia del gruppo redazione di Zolla…è un’azione di GUERRILLA comunicativa elaborata in occasione dello Smart Rural Lab La cultura attiva – La cultura, infrastruttura degli Smart Village e dei Progetti di Comunità al quale Zolla è stata invitata a partecipare.








