Cinque giorni a Bagheria: il diario della fase di campo con il GAL Metropoli Est

effetto leader metropoli est finestra sul territorio
Dal 28 settembre al 2 ottobre tre giovani del laboratorio "Effetto LEADER 2026" hanno vissuto il territorio del GAL Metropoli Est per capire che effetto fa un intervento LEADER sul Parco archeologico di Solunto. Ne sono usciti con molte domande valutative, qualche risposta e un legame che va oltre il lavoro.

Quando siamo arrivati a Bagheria, a fine settembre, avevamo in valigia un piano di valutazione, una scaletta di interviste e un’idea abbastanza precisa di cosa cercare. Siamo Raffaele, Margherita e Stefania: due di noi si occupano di valutazione, una di comunicazione, e veniamo da territori e percorsi diversi. Ci univa una domanda, lo slogan del laboratorio: che effetto fa?

Dopo due settimane di formazione a distanza su logica d’intervento, storytelling e analisi valutativa, era arrivato il momento di guardare le cose da vicino. Il progetto da raccontare era “Solunto: una porta d’ingresso del Distretto AgriCulturale“, l’intervento a regia con cui il GAL, insieme al Parco archeologico di Himera, Solunto e Iato, ha riaperto spazi chiusi da decenni sul Monte Catalfano. Quello che non avevamo messo in conto era quanto ci saremmo sentiti a casa.

Una squadra che ci ha accolti

Il team del GAL Metropoli Est ci ha presi per mano dal primo giorno. Ha costruito un’agenda fitta di incontri, ci ha accompagnati da un appuntamento all’altro e ha trovato sempre il tempo per farci scoprire il territorio. Il direttore Salvatore Tosi, Flaminia Tribuna per la comunicazione e Roberto Sardina dietro la macchina fotografica sono diventati in pochi giorni i nostri compagni di lavoro, e poi qualcosa di più. In una settimana abbiamo condiviso dubbi, fatiche e piccole scoperte: ci siamo sentiti accolti e seguiti in ogni momento.

Solunto, la porta

solunto gal metropoli est
Solunto

Salire a Solunto ha cambiato il nostro modo di leggere i documenti. Sulla carta c’erano la Casa delle Maschere, chiusa da oltre quarant’anni, i lavori alla Casa di Leda, i servizi igienici portati fino al sito in elicottero, l’illuminazione che oggi permette le visite serali. Dal vivo c’era una città antica sospesa sul golfo, con le “Finestre sul territorio” che inquadrano Cefalù, Capo Zafferano, Bagheria e Palermo.

Abbiamo capito perché qui Solunto viene chiamata “porta”: da lassù lo sguardo corre verso la costa e verso l’entroterra, e il patrimonio archeologico diventa il punto di partenza per raccontare limoni, sfincione, olio e grani antichi.

Le voci del territorio

In cinque giorni abbiamo ascoltato il direttore del Parco, operatori turistici, giornalisti, produttori, cooperative, la scuola e la Regione. Ognuno ci ha consegnato un pezzo del mosaico.

L’architetto Domenico Targia, direttore del Parco, ha descritto il rapporto con il GAL come una forma di “ingegneria istituzionale”. Emanuele Tornatore, della cooperativa Walk About, ci ha raccontato la riapertura della Necropoli dopo trent’anni, con il lavoro di persone in pena alternativa e delle scuole, e ha definito il GAL un “mediatore non politico”. Valerio Barone, della condotta Slow Food di Bagheria, ci ha parlato del menù fenicio e di uno sfincione che oggi si mangia tutto l’anno. La dirigente del Liceo D’Alessandro, Fiorangela Troia, ci ha ricordato che i ragazzi del territorio conoscono ancora poco il sito e che la scuola può fare la sua parte.

Abbiamo raccolto anche le difficoltà, senza nasconderle: la mobilità verso il sito, l’assenza di guide stabili, un collegamento con l’entroterra ancora fragile. Fanno parte del racconto quanto i risultati, e le troverete nel rapporto di valutazione.

Cosa ci portiamo a casa

effetto leader gal metropoli est 2
Effetto LEADER, GAL Metropoli Est /2

La prima lezione riguarda il metodo. Abbiamo imparato che il valore aggiunto di LEADER non sta solo nei cantieri chiusi, ma nelle relazioni che quei cantieri hanno reso possibili: tra un Parco e un GAL, tra una cooperativa e una scuola, tra un sito archeologico e un limone diventato presidio. Per vederle bisogna ascoltare a lungo, e distinguere con onestà ciò che le persone dichiarano da ciò che i dati confermano.

La seconda riguarda noi. Lavorare in tre, con competenze diverse, ci ha permesso di confrontarci ogni giorno: chi valutava chiedeva prove, chi comunicava cercava storie, e alla fine le due cose si sono aiutate a vicenda.

La terza è la più semplice. Il territorio del GAL Metropoli Est ci ha accolti come ospiti e ci ha salutati come amici. Torniamo a casa con un taccuino pieno, molte ore di girato e la certezza che, a Bagheria, avremo sempre qualcuno da chiamare.

  • Raffaele Articolo
  • Margherita Mancini
  • Stefania Giordano

IL PROGETTO

per rivendicare e praticare. Insieme

Materiale di Formazione

Webinar, Aggiornamento su progetti, Dispense e Presentazioni

Sfoglia "zolla" in pdf

[dflip books="z-magazine" limit="-1" type="thumb"][/dflip]

Ultimi Post

“Cultura [,] non è possedere un magazzino ben fornito di notizie ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.”